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23/09/2018 - Da Poggio Caiolo alle Tombe Thanzinas - Greppe Cenale e ritorno



Informazioni sull'uscita

Data: 23/09/2018

Difficoltà:

- Difficoltà media

Distanza in auto: 70 km (a/r)

Lunghezza percorso a piedi: 3 km

Note: Presente qualche salita breve ed attraversamento torrenti in secca.

         

GIRO POGGIO CAIOLO - GREPPE CENALE – TOMBE THANZINAS – FOSSO VARLUNGO – POGGIO CAIOLO – INIZIO ATTIVITA’

 

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Cari amici trekkisti,

 

                                       posso anticipare che domenica 23 settembre daremo inizio alla  nostra attività trekkistica con l’uscita al Parco Regionale Naturalistico ed Archeologico “Marturanum” – di Barbarano Romano. Seguendo i nostri tempi e metodi … partenza ore 8.30 dal parcheggio del Tribunale di Civitavecchia, con attrezzature da trekking, auto proprie, pranzo presso area attrezzata od al sacco.

                                        Escursione naturalistico-archeologica di km. 3,5 c.a.. Dall’area attrezzata di Poggio Caiolo, attraverso un sentiero si raggiunge una terrazza panoramica con vista sulle forre sottostanti su scenari e rocce di straordinaria bellezza. Meraviglia la profondità di queste voragini, generate da intense piene di torrenti, di un impluvio relativamente ampio. La zona presenta chiare immagini di intensi sconvolgimenti tellurici risalenti ad un recente passato (ipotizzo tra 50 mila e trecentomila anni fa).

                                       Presenti sulle pareti tufacee tombe a dado e semidado, del tipo Ceretano, risalenti verosimilmente al V - IV secolo a.C.

                                      Raggiunto il fosso Varlungo si torna al punto di partenza, il Poggio Caiolo.

                                     Escursione ove è vivamente consigliato l’uso  delle bacchette da trekking o bastoni in legno, che possano assicurare un buon equilibrio.

                                    Nel complesso si raggiungono le Tombe della nobile e principesca Famiglia Thanzinas del Greppo Cenale e di altre prossime al Pianoro del Caiolo, ove sono parcheggiate le macchine. Ipotizzo di far ritorno al punto di partenza verso le ore 12.30 c.a.

                                             Per chi decidesse di pranzare presso l’Area attrezzata del Parco, trascrivo i menù proposti dai Gestori per quel giorno:

  • Antipasto – grigliata mista di maiale – contorno – acqua – vino in ragione di 1/3 di litro a persona – coperto. Euro 17.00 cad.

  • Fettuccine al ragù di cinghiale – bistecca maiale – salsiccia – contorno – acqua – vino in ragione di 1/3 a persona – coperto. Euro 18,00 cad.

  • Fettuccine al ragù di cinghiale – bistecca scottona – contorno – acqua – vino in ragione di 1/3 a persona – coperto. Euro 20 cad.

                       Attendo quindi di ricevere, soltanto, le iscrizioni per il pranzo presso l’area attrezzata del Caiolo, da pervenire con mail sul mio dominio di posta elettronicavanivani@alice.it, entro e non oltre il 19/09/2018.

                      Chi decidesse di consumare il pranzo al sacco potrà utilizzare i tavoli dell’area, posti sulla destra della strada di accesso al Parco.

Caratteristiche dell’escursione: camminata breve che presenta qualche salita di 40 50 mt, e passaggi da affrontare con calma e cautela, niente di che preoccuparsi, però occorre camminare e fare attenzione in alcuni tratti ove, come suddetto, prima di muovere il passo si rende opportuno fare affidamento a delle bacchette od attrezzi simili. Le guide tiburziane si prodigheranno per facilitare l’escursione a tutti.

 

                     Vani, 09-09-2018

 

 



Documenti sul sito

DAL CAIOLO PER LE TOMBE THANSINAS – ATTRAVERSO IL FOSSO VARLUNGO – AL CAIOLO

23 SETTEMBRE 2018

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Il bel sentiero nr. 14 del Parco da Poggio Caiolo sfiora  la provinciale e porta verso la “panoramica” con vista su profonde forre di un verde acceso.

E’ qui che la mia compagna di nuoto inciampa su un’onda di tufo e cade a terra. Sospetta frattura del polso sn, tanto spavento. Per lei la giornata “escursiva” è finita, ma forse si tratta di una contusione ossea!

La tomba del Guardiano, con il suo  fedele pipistrello, improvvisamente appare sul sentiero e ci da il ben venuto. Sfoggia un imponente scalinata di accesso al vano superiore ed un lungo dromos. Sulla piatta facciata è scolpita la porta del cielo etrusco,  di là è la vita eterna!



Poco più avanti si incontrano su una bella e scoscesa rupe traversa, le tombe dei Principi Thanzinas. Il più importante esponente, “Aule”, è ricordato all’interno. Il nobile etrusco con la passione del flauto a due canne, fece incidere, ancora in vita, alcune frasi – ma le uniche due parole tradotte… il nome gentilizio Thansinas (quello della Famiglia) ed il prenome o nome personale Aule - ciò è molto suggestivo, ed oltremodo strana è la loro posizione. Ma immaginabile è vedere l’uomo ed il suo flauto … ascoltare l’eco delle dolci note, diffuse da questo principe nella sua vallata.



Scendiamo verso un anonimo torrente che ha messo a nudo le sue fondamenta geologiche. Ovunque enormi massi precipiti, sbarrano il sentiero. Passaggi angusti, quanto mai suggestivi adornati di belle felci, angoli di muschi e ciclamen e poi fossi, altri ancora. Il sentiero a tratti non si intravede, poi scompare del tutto, si oltrepassa attraverso rocce e greto di fossi, tratti buio notte. Il sole qui non è mai sorto! Il mondo, la sua globalizzazione ed i suoi affanni sono da qui lontani anni luce! Deus inest, spazi abitati dal sacro. Qui “rise l’etrusco” portando le sue mani al cielo e sulla fronte in segno di rispetto al tempio poco più avanti posto. Quale sia la Divinità cui il luogo sacro fu dedicato, non è dato modo di sapere, forse Tinia od Uni, o Menerva ma più certo è Aplu qui molto venerato.

Bella, elegante, la sua facciata, sporge di poco fuori dal suolo, scolpita certamente da un’abile scultore per la sua raffinatezza. Montagne di terra alluvionale lo hanno protetto e difeso per oltre duemilacinquecento anni. Per altrettanto tempo lo faranno proteggendo gli innumerevoli ex voto deposti sull’altare dalle migliaia di devoti accorsi da ogni dove a chiedere grazie per una più equità della vita.

Finalmente intercettiamo il fosso Verlungo ed a sud sud-est, le alte rocce dell’etrusco villaggio di San Giuliano, forse Cortuosa o  Contenebra, si erge a guisa di isola tra le alte forre. Circondato dalle sue innumere necropoli dalle suggestive tombe di tipologia funeraria che abbracciano un arco temporale di ben otto secoli.

Noi ripieghiamo a sinistra sfiorando un enorme blocco di tufo semisferico. E’precipitato giù dall’alto ed ha sbarrato la strada all’esiguo passaggio posto sulla sponda del torrente. Superiamo lo sbarramento… poco oltre iniziano i sentieri del Marturanum, noi volutamente abbiamo traversato queste “piste nere” disconosciute dall’Ente Parco. Ma non a tutti i torti, non è raro che incauti gruppi di escursionisti si imbattano, ammaliati,  in queste forre per perdere poi, disperati e preda del panico, l’orientamento.

La Tomba del Cervo con il suo bassorilievo, simbolo del Parco, ci dà il benvenuto. Significativo esempio di architettura rupestre di epoca ellenistica (IV – III sec. a.C.). Si tratta di una tomba a dado, con tanto di gradinate ripide e di vano soprafacciata per accogliere il corteo funebre. Un sottostante dromos con andamento orizzontale porta alla camera sepolcrale, ove non è presente nessun banco di deposizione.

Superiamo oltre un suggestivo ponte in legno, interdetto al passo perché pericolante. Portava attraverso una tagliata all’abitato di San Giuliano.

Il sentiero ci porta ora alla Tomba della Regina, così chiamata per la sua imponenza. Esempio di architettura rupestre a semidado. Alta ben 10 metri, la sua facciata ormai rastremata, presenta due accessi ed una gradinata per accedere al vano superiore. Singolare è la risonanza musicale nella valle della prima stanza, quella di destra quando si guarda la tomba. Le suggestive note diffuse dal nostro tenore Sergio Grec … “vincerò …. Vinceròòò” ne danno testimonianza. Il Tiburzi tace, non s’ode altro che una bella voce, mentre l’aria vibra freme ed il millenario scenario benevolmente perdona l’incauta invasione!

Continuando il sentiero per il Caiolo si incontrano tante altre tombe, purtroppo anonime ma non per questo meno affascinanti, fino ad intercettare le cosi dette “Palazzine”, una raggruppamento cemeteriale così fitto, che rappresenta l’immagine di quello che poteva essere una via di una città etrusca.

Si è fatto già tardi, le tagliatelle al sugo di cinghiale di Vittorio ci attendono, affretto il passo e dopo aver traversato una simpatica tagliata di rocce, porto il Tiburzi finalmente alla luce sull’ameno colle del Caiolo. Basta un attimo ed ovunque è mensa … carni alla brace, formaggi, salumi, vini, liquori, simpatie amicizie affabilità … il pasto tutto rasserena, accomuna e lascia dolcemente dimenticare le dure fatiche delle erte etrusco-italiche, come immergersi in un bicchiere di buon vino rosso.

Vanì, 23-09-2018

 

 

          


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